Credito imprese: il pegno mobiliare non possessorio

Beni d'impresa a garanzia di un finanziamento bancario: come funziona il pegno mobiliare non possessorio e come accedere allo strumento.

Fra le misure a sostegno dell’accesso al credito delle imprese introdotte negli ultimi anni c’è anche il cosiddetto pegno mobiliare non possessorio (art. 1 Dl. 59/2016, modificato dalla L. 119/2016): si tratta di una possibilità riservata agli imprenditori iscritti al Registro Imprese, che potranno garantire un finanziamento con un pegno sui beni mobili destinati all’esercizio di impresa.

=> Decreto Banche: le principali misure

Lo strumento si attiva previa iscrizione in un apposito registro informatico tenuto dall’Agenzia delle Entrate, da istituirsi secondo apposito decreto ministeriale e su cui è intervenuto – ai fini di definirne i requisiti – la Legge n.155 del 19 ottobre 2017 (Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza), in Gazzetta Ufficiale n.254 del 30 ottobre 2017.

Beni a garanzia

In parole semplici, i beni d’impresa possono costituire una garanzia per ottenere finanziamento, rimanendo però di proprietà dell’azienda, che quindi li può utilizzare. Unica eccezione: i beni mobili registrati (esempio classico, le auto), che non possono costituire garanzia. E’ possibile invece utilizzare beni futuri, di cui sia determinabile il valore complessivo.

Termini del contratto

E’ necessario mettere per iscritto un contratto per il pegno mobiliare non possessorio, indicando creditore, debitore, ed eventuale terza parte che concede il pegno, descrizione del bene che rappresenta la garanzia, credito garantito, importo massimo garantito.

=> Mutui alle imprese con immobile in garanzia

Se il contratto non prevede clausole diverse, il debitore (l’impresa o l’eventuale terza parte) può trasformare o vendere il bene, o disporne in altro modo. In questo caso, il pegno di trasferisce automaticamente al prodotto risultante dalla trasformazione, piuttosto che al corrispettivo della cessione, o al nuovo bene acquistato con il corrispettivo stesso, senza che ci sia bisogno di fare un nuovo contratti di garanzia.

Registro beni

Il pegno mobiliare non possessorio viene iscritto in un apposito Registro informatizzato dell’Agenzia delle Entrate, esecutivo ed opponibile dalla data di iscrizione, che deve indicare creditore, debitore, eventuale terza parte, descrizione bene dato in garanzia, credito garantito, individuazione del bene che viene acquistato grazie alla garanzia del pegno (nel caso in cui l’operazione sia finalizzata all’acquisto di uno specifico bene). L’iscrizione dura dieci anni, è rinnovabile, può essere chiesta la cancellazione (di comune accordo fra le parti) oppure può essere domandata giudizialmente.

Garanzie

Sono previste le regole a garanzia del creditore nel caso in cui si verifichi un evento che determina l’escussione del pegno. In questo caso, il creditore (ad esempio, la banca) può:

  • vendere (con procedura pubblica e nomina di esperti) trattenendo il corrispettivo che corrisponde alla garanzia restituendo l’eccedenza;
  • riscuotere i crediti oggetto di pegno fino a concorrenza della somma garantita;
  • affittare il bene in oggetto, trattenendo i canoni fino a concorrenza della somma garantita, ma solo se esplicitamente previsto dal contratto;
  • appropriarsi dei beni oggetto di garanzia: deve essere esplicitato nel contratto, che deve anche prevedere criteri e modalità di valutazione del bene.

Queste procedure possono essere attivate anche in caso di fallimento del debitore, dopo che i relativi crediti sono stati ammessi al passivo con prelazione.

Fonte: decreto 59/2016, Legge 112/2016Legge 155/2017

X
Se vuoi aggiornamenti su Credito imprese: il pegno mobiliare non possessorio

inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

Ho letto e acconsento l'informativa sulla privacy

Acconsento al trattamento di cui al punto 3 dell'informativa sulla privacy