Riforma Fallimentare

Fallimento: l’imprenditore può chiedere i danni

Fallimenti In caso di fallimento il superamento di una durata ragionevole rappresenta la premessa per la possibilità, da parte dell'imprenditore fallito, di chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali e non. Secondo la Suprema Corte di Cassazione, però, non è possibile predeterminare in astratto la ragionevole durata di un fallimento. D'altra parte, alle procedure fallimentari si applicano le norme sul diritto del cittadino alla ragionevole durata del processo, regolate dalla Legge Pinto (Legge n. 89 del 2001, modificata dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83). => Leggi norme e aggiornamenti...

Giustizia civile e crisi d’impresa, le norme

Giustizia Dal 2012 le imprese in crisi possono presentare richiesta di concordato preventivo secondo le norme fallimentari, mentre chi intende presentare ricorso (anche per una causa di lavoro) sperimenta il filtro di ammissibilità in base a quanto previsto per le crisi d'impresa e la giustizia civile dal decreto sviluppo (Dl 22 giugno 2012, n. 83, convertito con la legge 7 agosto 2012, n. 134 pubblica sulla Gazzetta Ufficiale dell'11 agosto). Le misure previste dall'articolo 33 sulla "revisione della legge fallimentare per favorire la continuità aziendale", e quelle previste dagli articoli 54 e...

Decreto Sviluppo: nuova giustizia per le imprese

Sentenza della Cassazione su detrazione Iva e fatturazione Il Decreto Sviluppo prevede una serie di novità in materia di giustizia per le imprese, a partire da quelle sul concordato preventivo: si facilita la gestione delle crisi aziendali consentendo all'impresa in difficoltà di proseguire con l'attività nella fase del concordato preventivo sin dall'ammissione della domanda. La misura del Dl Sviluppo tende ad anticipare l'emersione delle situazione di crisi aziendale con lo scopo di ridurre il numero dei fallimenti aziendali. In pratica, la stessa presentazione della domanda di concordato preventivo consente all'azienda di proseguire...

Fallimento delle PMI: la nuova legge

Confartigianato Piemonte: 396 PMI in chiusura I recenti cambiamenti delle norme sul fallimento delle PMI hanno introdotto la possibilità di realizzare un accordo fra debitore e creditore, a determinate condizioni. È la nuova disciplina prevista dalla legge n. 3 del gennaio 2012, che riguarda le disposizioni relative al contrasto dell'usura e la disciplina del fallimento delle PMI. La norma adegua la legislazione alla realtà economica contingente, che vede molte imprese in difficoltà, che però prima non rientravano nelle ordinarie procedure concorsuali perché fuori dai parametri relativi alle dimensioni dell’azienda ai fini...

Dalla riforma fallimentare nuove prospettive per il turnaround

La nuova legge fallimentare, al di là di molti aspetti tecnici, è portatrice di un grande e significativo impatto sul sistema economico nel suo complesso, sia per le imprese che per i manager: infatti, al di là di possibili affinamenti, ha il grande pregio di creare le premesse affinché anche in Italia si sviluppi un serio mercato del turnaround e delle special situations. Un mercato serio è sinonimo di trasparenza e regole chiare che non necessitano di più o meno sofisticate operazioni di aggiramento per poter realizzare un intervento: oggi finalmente esiste una concreta e...

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